Cervello e attività muscolare da una punto di vista salutare

"Le tecniche sviluppate di recente hanno reso possibile per la prima volta negli ultimi 10 anni di poter visualizzare in maniera più dettagliata la vascolarizzazione della regione cerebrale e il metabolismo cerebrale regionale come pure i comportamenti dei neurotrasmettitori durante il lavoro fisico. Occorre rivedere alcune opinioni classiche come la presunta non influenzabilità della vascolarizzazione della regione cerebrale attraverso il lavoro muscolare e l'immutabilità del metabolismo cerebrale. Incredibilmente molteplici sono i rapporti tra la muscolatura scheletrica e le regioni cerebrali selettive in relazione all'attività fisica. In base a ricerche sperimentali sugli scimpanzé da una parte e alla logica trasmissione di processi di adattamento in relazione all'allenamento dall'altra si può presupporre che specialmente nelle persone più vecchie e anziane grazie ad attività muscolari adeguate si può contrastare la perdita di dendriti dovuta alla vecchiaia e l'ipotrofia delle sinapsi come pure la riduzione delle spine. Quest'ultima p. es. aveva conseguenze per la memoria a breve termine. La combinazione di attività muscolare mirata e allenamento intellettuale doveva essere ottimale per prevenire la perdita precoce delle prestazioni del cervello nel processo di invecchiamento. Allo stesso tempo potevamo dimostrare stretti collegamenti tra attività muscolare e benessere. Oltre al rilascio di peptidi oppioidi endogeni (p. es. endorfine) anche altri processi biochimici legati al lavoro muscolare, che non dimostriamo qui in modo dettagliato, giocano un ruolo nello sviluppo del noto miglioramento dell'umore dovuto all'allenamento. Riassumendo occorre osservare che: si deve naturalmente fare attenzione a controindicazioni e possibilità di rischio, di qui non ci possiamo occupare qui.

Prof. mult. Dott. Dott. h.c. Wildor Hollmann, Institut für Kreislaufforschung und Sportmedizin Deutsche Sporthochschule Köln

Movimento contro la riduzione di cellule nel cervello

Ricercatori dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign hanno analizzato la densità cellulare nella corteccia cerebrale nelle persone più anziane. Nei partecipanti la riduzione di cellule dovuta alla vecchiaia era progredita in maniera notevolmente diversa. Più il sistema cardiocircolatorio era sano e resistente, maggiore era la densità cellulare nelle zone minacciate dalla riduzione. La conclusione dei ricercatori: l'attività fisica rallenta la diminuzione.

Lo sport può proteggere dal cancro.

L'attività sportiva può persino proteggere dal cancro. Nelle persone che non praticano sport il cancro intestinale compare due volte più frequentemente rispetto alle persone attive e anche il rischio di tumore al seno in caso di attività sportiva regolare diminuisce probabilmente di oltre il 30%, afferma uno studio del centro di ricerca sul cancro di Heidelberg, pubblicato nell'American Journal of Epidemiology.

Muoversi regolarmente protegge da malattie cardiache coronariche

I rapporti tra movimento regolare e malattie cardiache coronariche sono stati esaminati dettagliatamente: "le persone attive rischiano il 50% in meno di incorrere in patologie cardiache coronariche rispetto alle persone inattive", dice il prof. Wilfried Kindermann, dirigente dell'Institut für Sport- und Präventivmedizin dell'Università del Saarland.

Il movimento favorisce le capacità intellettive

Il movimento, e quindi una migliore vascolarizzazione, favorisce le capacità intellettive. Lo sport mantiene il cervello in forma, anche in età avanzata. Neurobiologi e scienziati dello sport lo sospettavano già da tanto tempo. Già negli anni '60 i ricercatori della Deutsche Sporthochschule (DSHS) di Colonia effettuarono un lavoro pionieristico, quando in esperimenti con animali e persone osservarono come l'allenamento fisico mirato influenzasse la funzione cerebrale. L'attività fisica migliora la plasticità del cervello e talvolta può frenare l'avanzamento della demenza.

Un team di ricercatori dell'Università di Erlangen ha scoperto che gli anziani attraverso camminate veloci migliorano le "funzioni esecutive di controllo" del cervello: pianificare, coordinare, strutturare, capacità di reazione e concentrazione. Questo effetto tuttavia si verifica facendo sport per una durata di almeno 20 minuti o più e almeno tre volte a settimana.

La passeggiata quotidiana protegge dal morbo di Alzheimer e dalla demenza

Già solo una passeggiata quotidiana ha enormi conseguenze sul mantenimento delle capacità intellettive. Come dimostra uno studio con 2257 partecipanti di sesso maschile in età comprese tra 71 e 93 anni provenienti dalle Hawaii, una passeggiata quotidiana di tre chilometri riduce della metà il rischio di morbo di Alzheimer e di altre forme di demenza mentale. Anche una ricerca a lungo termine, a cui partecipano oltre 18.000 donne ("Nurses' Health Study"), dimostra l'influenza positiva del movimento regolare sull'efficienza intellettiva.

Il movimento in età avanzata - tempo di reazione più breve

Uno studio del Beckman Institute dell'University of Illinois a Urban negli Stati Uniti all'inizio del 2004 ha rivelato che le persone fisicamente in forma hanno tempi di reazione chiaramente più brevi, sanno concentrarsi meglio e fanno meno errori. In breve: fare jogging allena anche il cervello a ogni età.

Il team americano di ricercatori ha analizzato un gruppo di persone di età compresa tra 55 e 79 anni riguardo alla forma fisica e ha fatto loro svolgere un test in cui tra una serie di simboli bisognava riconoscere velocemente quello che stava al centro e associarlo. In un secondo studio i partecipanti hanno svolto un programma di aerobica di sei mesi e sono stati esaminati sul cambiamento della loro efficienza fisica e mentale. Dopo tre ore di aerobica a settimana per sei mesi anche il quoziente intellettivo dei partecipanti all'esperimento un tempo "pigri" era migliorato in modo considerevole.

Ma non si deve esagerare con lo sport. A differenza dell'allenamento fisico ben dosato i sovraccarichi di durata maggiore portano all'involuzione dei dendriti. I dendriti sono apofisi di cellule nervose e trasmettono le informazioni da una cellula all'altra. I ricercatori hanno osservato nei ratti come persino troppa attività fisica nel cervello portava a un'involuzione dell'ippocampo (tra l'altro organizzatore della memori a lungo termine).

Difese immunitarie migliori, funzioni cardiocircolatorie rinforzate e una pressione sanguigna stabile: tutto questo si può raggiungere facendo regolarmente sport. Per ottenere questo effetto non occorre diventare supersportivi. Già fare delle passeggiare regolari a velocità sostenuta o salire spesso le scale aumenta la vascolarizzazione cerebrale di circa il 20 percento. In questo modo l'apporto di ossigeno al cervello migliora notevolmente e le cellule cerebrali possono rendere di più.

Fonte:
Stanley J. Colcombe, Arthur F. Kramer, Kirk I. Erickson, Paige Scalf, Edward McAuley, Neal J. Cohen, Andrew Webb, Gerry J. Jerome, David X. Marquez, e Steriani Elavsky: "Cardiovascular fitness, cortical plasticity, and aging" (Forma fisica cardiovascolare, plasticità corticale e vecchiaia), In: Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) 2004 101: 3316-3321.

Citazioni

"Il modo migliore per mantenere il cervello giovane è un allenamento del sistema cardiovascolare."

Dott. Donald Stuss, neurofisiologo, dirigente dell'istituto di ricerca Rotman del Baycrest Centre per la cura geriatrica a Toronto, Canada

"La mia proposta sarebbe quella di un allenamento combinato del sistema cardiovascolare e della forza. Perché le persone che li svolgono entrambi, hanno i migliori risultati negli studi."

Prof. Dott. Mark McDaniel, psicologo alla Washington University di St. Louis, Missouri (USA)

"L'attività fisica rallenta il processo biologico dell'invecchiamento. Perciò lo sport è il miglior programma anti-invecchiamento. Nessun'altra procedura, nessun farmaco o metodo di guarigione ha potuto mostrare un ritardo della vecchiaia similmente paragonabile."

Prof. Dott. Herbert Löllgen, dirigente della clinica medica Sana-Klinikum Remscheid GmbH, vicepresidente della Società tedesca per la Medicina dello Sport e per la Prevenzione

 

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