Opinioni su kybun e video delle interviste

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Opinioni su kybun

Alexander Tschäppät (defunto), Consiglio nazionale della Svizzera

Dapprima è necessario abituarsi per qualche tempo alle scarpe kybun, ma successivamente si rivelano le calzature per sorridere alla vita.

Alexander Tschäppät (defunto), Consiglio nazionale della Svizzera

Hansruedi Widmer dalla Svizzera

Per fare un paragone, direi che è come camminare sul muschio. La morbida e piacevole rollata le rende comodissime anche per sport di velocità. All’inizio pensavo che nelle discipline sportive di velocità tutta questa morbidezza potesse disturbare. Invece, non ho mai avuto una sensazione del genere.

Hansruedi Widmer dalla Svizzera

Margrit Keller da Bassersdorf, Svizzera

All’inizio ero molto scettica, ma solo dopo pochi passi con le kyBoot mi sono dovuta ricredere. Avevo l’impressione di camminare su un morbido tappeto di muschio e in quel momento ho capito che dovevo assolutamente avere una scarpa così! È stato amore a prima vista o meglio... al primo passo!

Margrit Keller da Bassersdorf, Svizzera

Anja Bissegger, associazione musicale Uttwil, Svizzera

Inizialmente ero scettica e credevo che questo tipo di calzatura non fosse indispensabile, dopotutto sono ancora giovane. Ma penso che sia comunque un’ottima cosa.

Anja Bissegger, associazione musicale Uttwil, Svizzera

René Keusen, viceresponsabile alla logistica, Tribunale cantonale, Zurigo, Svizzera

Ho già avuto due episodi di ernia del disco. A queste si aggiungono i problemi alle ginocchia. Ho le rotule bipartite, un problema più comune di quanto si pensa. Sono molte le persone che come me ne soffrono. Questi dolori mi hanno condizionato molto. Prima lavoravo in un teatro dell’opera, le mie mansioni richiedevano uno sforzo fisico. Per questo motivo ero sul punto di dover lasciare questo lavoro e pensare a una formazione o a riqualificarmi professionalmente e tornare al mio lavoro di prima. Adesso sono due mesi che non ho più alcun dolore. Naturalmente faccio sempre dell'attività fisica per rinforzare la muscolatura addominale e della schiena. Inizialmente ero un po’ scettico sulle kyBoot, anche perché non mi piacevano esteticamente. Ma poi mi sono detto che se potevano darmi dei benefici valeva la pena fare un tentativo. Ora non me le vorrei più togliere. Quello che sento adesso è un altro benessere, e poi camminare è tutta un’altra storia.

René Keusen, viceresponsabile alla logistica, Tribunale cantonale, Zurigo, Svizzera

Peter Meier, fondatore dell'MP Garage di Au, Svizzera

All’inizio la gente guarda cos’hai ai piedi con fare scettico e si chiede: “che scarpa strana è mai questa?“ Ma una volta spiegato loro che si tratta di una scarpa comoda che ammortizza i colpi, c’è sempre chi poi decide di provarle e finisce per esserne altrettanto entusiasta.

Peter Meier, fondatore dell'MP Garage di Au, Svizzera

Rafaela Hayden, aveva un'anomalia podalica, Svizzera

Quel giorno, al negozio, per la prima volta ho sentito di calzare una scarpa che non comprimesse. Così mi sono decisa a comprarne un paio. Quando durante una visita ne parlai al mio ortopedico, lui si dimostrò molto scettico, disse che molti erano rimasti delusi dalle kyBoot ed erano tornati da lui lamentando ancora più dolori di prima. Ho considerato seriamente questo avvertimento, chiedendomi che cosa ci fosse dietro. Quando si comincia a star meglio si ha la tendenza a esagerare un po’. Pensavo che il problema potesse essere questo. Quando si portano dei plantari per un periodo prolungato, la muscolatura del piede perde tono. Ho cominciato a indossare le kyBoot alternandole alle scarpe con i plantari. Poi pian piano ho aumentato la sollecitazione. Sentivo che tutto il mio corpo veniva allenato. Ora esco con i cani un giorno alla settimana e riesco a camminare anche cinque ore e mezza. E questo nonostante porti le kyBoot solo da poco tempo. Al termine della giornata sento i piedi, ma il giorno dopo è già tutto di nuovo a posto.

Rafaela Hayden, aveva un'anomalia podalica, Svizzera

Armin Ziltener, di Weesen sul lago di Walenstadt, Svizzera

Mia moglie le aveva portate a casa. Cioè, è successo che le ha comprate per prima lei e poi ha detto che avrei dovuto provarle anch’io. All’inizio ero un po’ scettico ma poi le ho effettivamente provate. Dopodiché ho visto che mi ci trovavo molto bene e da allora le porto sempre. 

Armin Ziltener, di Weesen sul lago di Walenstadt, Svizzera